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LE BIBITE SANPELLEGRINO NATURALI SI RACCONTANO IN UN EXPLOIT DI ITALIANITÀ E RICERCATEZZA TRA I COLORI E I PROFUMI DEL SUD È il sole del Mediterraneo il protagonista della nuova campagna di Bibite Sanpellegrino “La vita risplende sotto il sole”, raccontata nel nuovo spot sulle note della celebre canzone “On the sunny side of the street”

Il Sud Italia, con le sue particolari condizioni climatiche e, grazie anche al sole del Mediterraneo, dà vita ad agrumi unici nel loro genere, con cui sono realizzate le Bibite Sanpellegrino Naturali. La gamma di agrumarie Naturali lanciata nel 2021 è una soluzione autentica, gustosa e dissetante di Aranciata, Aranciata Amara e Limonata Sanpellegrino con una formula con 100% ingredienti naturali con agrumi italiani maturati sotto il sole.


E proprio gli agrumi del sud e le loro terre native sono celebrati nella nuova campagna di comunicazione di Bibite Sanpellegrino firmata da Martin Werner, on air in tv a partire dal 3 luglio e su tutti i canali digital dal 4 luglio. Qui tutto prende vita e forma grazie al sole del Mediterraneo, al centro dello spot: “Il sole del mediterraneo risveglia il gusto delle arance che coltiviamo, dei momenti che condividiamo, della vita stessa”. Così annuncia la voce fuoricampo tra le piazze suggestive di Ortigia e i campi di arance di Taormina.


Ma anche le tonalità e tutte le sfumature della campagna rimandano a colori solari e allegri, che sono anche i colori delle Bibite stesse: tutto parte, infatti, da una piccola Ape car vintage gialla che, seguita dal sole, si sposta dalle coltivazioni e i campi di arance ad una piazza piena di colore e sorrisi, in cui porta le cassette dei frutti raccolti precedentemente.


Un monito di vivacità e solarità e un vero e proprio inno alla Sicilia, ai suoi territori e soprattutto al clima mite e al sole della zona che, non a caso, è presente anche nella colonna sonora “on the sunny side of the street”, una rivisitazione della celebre canzone di Louis Armstrong che invita a lasciare indietro le preoccupazioni e dirigersi verso “il lato soleggiato della strada.”


Il sole, dunque, non solo permette la crescita e la maturazione alle arance selezionate e coltivate per Sanpellegrino, ma crea un’atmosfera di magica convivialità e permette alle persone di vivere al meglio. L’Aranciata, deliziosamente profumata con un intenso aroma di arance e note ricche di agrumi, ha un sapore equilibrato, secco ma morbido al palato con un retrogusto armonico ed elegante. L’Aranciata Amara, dal profumo intenso ed equilibrato, offre piacevoli note di dolcezza attraversate da una lieve sfumatura amaricante che richiama intensi sentori agrumati.

Infine, la Limonata, squisita e intensa come l’aroma della buccia di limone e fresca come il suo succo spremuto, regala un sapore secco e rinfrescante con un tocco piacevolmente acidulo.

Symbol Remember: l’evento che celebra la discoteca più iconica di San Marino Appuntamento sabato 16 luglio a Campo Bruno Reffi

Presentato questa mattina presso il Palazzo del Turismo l’evento Symbol Remember, la serata dedicata alla mitica discoteca sammarinese che negli anni ‘90 ha fatto epoca e che si svolgerà quest’anno, per la prima volta, in Centro Storico.

Federico Pedini Amati (Segretario di Stato per il Turismo): “Vorrei aprire questa conferenza ringraziando la famiglia Ercolani e tutto il gruppo delle persone che insieme a loro si impegnano a tenere viva la memoria di un locale che ha fatto la storia della Repubblica di San Marino e che nell’immaginario collettivo dei tanti sammarinesi che lo hanno frequentato resta la discoteca per eccellenza. Nel palinsesto degli eventi di questa estate abbiamo voluto inserire appuntamenti che potessero essere graditi ad ogni fascia d’età e ai diversi target di turisti e sammarinesi. Con Symbol Remember sono certo che ne intercetteremo tantissimi, giovani e meno giovani”.

“Sarà un Remember ma non troppo, il Symbol va ricordato ma va soprattutto vissuto con le stesse emozioni di quel tempo declinate sull’attualità” ha spiegato Marco Corona (Symbol) “E se è vero che al Symbol si sono conosciute centinaia di coppie, oggi accoglieremo con piacere i figli di quelle coppie a testimonianza che il Symbol è passato ma anche e soprattutto presente. Il Symbol era un locale storico, riconoscibile per i suoni che proponeva e grazie ai quali arrivavano persone a San Marino da tutta Italia, suoni che noi vogliamo riproporre grazie protagonisti di quei suoni: Maurizio Nari, Mr. Lory G Dj, Marco Moda e, poi ci sarò anche io. La special guest sarà Neja che proporrà uno show ad hoc sugli anni 90 oltre ai suoi successi più celebri”.

Veronica Ercolani Volta (Symbol): “Abbiamo voluto alzare il livello della nostra proposta che non è più quella di una semplice serata con musica da discoteca ma che sarà un appuntamento più completo che partirà dall’aperitivo di benvenuto e proseguirà con una vera e propria cena di gala che accompagnerà tutti fino alle 23, quando daremo il via alla musica. Abbiamo ricevuto numerose prenotazioni e siamo molto soddisfatti della risposta. I posti disponibili rimasti a cena sono pochi, arriveremo presto al tutto esaurito. Chi mi ha preceduto ha raccontato perfettamente cos’era e cos’è il Symbol e cosa proponiamo, io voglio solamente aggiungere che il ricavato andrà in beneficienza al Colore del Grano di San Marino per fare in modo che questa lunga notte di divertimento lasci anche un piccolo segnale di solidarietà”.

“Il Symbol Remember non è un evento turistico nel senso stretto del termine ma siamo sempre molto disponibili ad appoggiarlo in quanto apprezzatissimo momento musicale e non solo” ha sottolineato Annachiara Sica (Direttore Ufficio del Turismo). “Sono certa che con questo evento, che cresce anno dopo anno e che è molto atteso dai sammarinesi, attireremo anche tante persone dalla Riviera e dai territori del circondario.

Campo Bruno Reffi, con il suo incantevole tramonto, attenderà sabato 16 luglio tutti coloro che parteciperanno al Symbol Remember per trascorrere una serata che farà rivivere il passato ma che permetterà anche alle generazioni di oggi di riscoprire il fascino di un’epoca.

Programma

20.00 Cocktail di benvenuto
21.00 Cena
23.00 Taglio della Torta e Video Emozionale del Symbol
23.15 DJ Set Mr Lori G – Vocalist Marco Corona
00.00 Spettacolo con Special Guest Neja
00.30 DJ Set Maurizio Nari – Vocalist Marco Moda

L’ingresso dopo cena sarà consentito dalle 22.30

Info e prenotazioni: http://www.facebook.com/symbolclubrsm

IL LECCO FILM FEST È ANCHE SOLIDARIETÀ SOCIALE IL SEGRETO DI PENELOPE E SOROPTIMIST INTERNATIONAL INSIEME PER LA REALIZZAZIONE DELLE WELCOME BAG DEL FESTIVAL


La Fondazione Ente dello Spettacolo, che organizza il Lecco Film Fest con il sostegno di Confindustria Lecco e Sondrio, per la terza edizione del festival coinvolge “Il Segreto di Penelope”: l’associazione accoglie donne migranti e le coinvolge in progetti di artigianato sociale,
con laboratori di cucito e lavorazione del feltro. Da loro sono state realizzate le welcome bag che saranno donate agli ospiti protagonisti del Lecco Film Fest.


Coinvolgere questa realtà significa presentare la città di Lecco a chi non è del territorio: Lecco non è solo cultura, istituzioni, imprese ma anche e soprattutto solidarietà sociale. Caterina Cattaneo, Presidente de “Il Segreto di Penelope”, spiega: «Il Segreto di Penelope è un
laboratorio di artigianato sociale situato nei locali della Parrocchia in Piazza Cermenati a Lecco, pensato come luogo d’incontro, aperto e libero, per donne migranti. Nel nostro Laboratorio, antiche
tecniche artigianali di donne lombarde (feltro, cucito) si intrecciano con le esperienze manuali dei luoghi di origine delle donne migranti. L’obiettivo è di portare sul mercato un artigianato misto, frutto
di diversi scambi materiali (lane, tessuti, colori) e simbolici (culture, tradizioni, idee).

Le borse realizzate per il Lecco Film Fest ne sono un ottimo esempio ed hanno permesso alle donne di liberare aspetti profondamente creativi e vitali, facilitando processi di emancipazione e di costruzione
d’identità».


La collaborazione con Il Segreto di Penelope è stata possibile grazie al supporto di Soroptimist International, già tra i sostenitori del festival nelle precedenti edizioni. Si tratta di un’associazione mondiale di donne impegnate in attività professionali e manageriali insieme per sostenere i Diritti Umani per tutti, la pace nel mondo e il buon volere internazionale, il potenziale delle donne, la trasparenza e il sistema democratico delle decisioni, l’accettazione delle diversità, lo sviluppo
sostenibile, il volontariato e l’amicizia. Soroptimist International quest’anno finanzia la realizzazione di alcune bag e le magliette dei volontari.


Le Soroptimiste realizzano progetti, promuovono azioni, e creano opportunità attraverso la rete globale delle socie e la cooperazione internazionale affinché tutte le donne possano attuare il loro
potenziale individuale e collettivo, realizzare le loro aspirazioni e creare nel mondo forti comunità pacifiche.
«Siamo molto contente di sostenere anche la terza edizione di Lecco Film Fest, in quanto pensiamo che sia una grande opportunità offerta alla città di Lecco per confrontarsi su temi trasversali attraverso
l’arte cinematografica e la cultura , accendendo “Luci della città ” (questo il titolo di questa edizione) con uno sguardo femminile per illuminare i singoli e la comunità – dichiara Marta Airoldi,
Presidente di Soroptimist Club di Lecco – Soroptimist international infatti è un’ associazione di donne impegnate in diverse professioni lavorative, che con la loro rete di socie, sostiene azioni rivolte a
realizzare progetti affinché le donne possano attuare il loro potenziale individuale e collettivo, realizzando le loro aspirazioni e creando nel mondo forti comunità pacifiche. In questi tempi particolari, – continua – abbiamo concentrato il nostro sostegno al progetto Lecco Film Festival con una donazione specifica al laboratorio di Artigianato Sociale “Il Segreto di Penelope”, realtà nata nel 2018 alla quale è stata commissionata la creazione di borse di benvenuto per tutti gli ospiti che interverranno al Festival».


In occasione del Lecco Film Fest, sarà inoltre realizzata l’annuale “Mostra mercato” dell’estate organizzata da “Il Segreto di Penelope”, sabato 9 Luglio dalle ore 10.00 alle 20.00, in Piazza Cermenati
5 a Lecco.

La mostra ha accesso gratuito.

ALESSANDRO MARTIRE IL PIANISTA E COMPOSITORE DAL VIVO SULLE TERRAZZE DEL DUOMO DI MILANO GIOVEDI 7 LUGLIO AL TRAMONTO

Giovedì 7 luglio, alle ore 20.30 il pianista e compositore Alessandro Martire si esibirà sulle Terrazze del Duomo di Milano in un live d’eccezione. Per l’occasione, infatti, uno straordinario pianoforte sarà portato sulle Terrazze, per dare il via a un suggestivo momento musicale di accompagnamento alla visita, con musiche composte dallo stesso maestro. Il giovane compositore si esibirà con il suo iconico pianoforte personale “Waves”, esemplare unico di pianoforte dal design raffinato, disegnato dallo stesso Martire.

Alessandro Martire è un giovane pianista e compositore italiano, nato a Como il 12 luglio 1992. Laureato in Scienze e Politiche Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano, scrive le sue prime composizioni pianistiche a soli 15 anni, dimostrando un crescente interesse per la musica classica contemporanea innervata da elementi derivati dalla musica pop, minimalista e crossover, raggiungendo uno stile personalissimo.

Martire, ambasciatore nel made in Italy nel mondo, aggiunge così un altro tassello alla collezione di successi ed esperienze che lo hanno visto protagonista insieme alla sua musica e alle sue idee in giro per il globo e nelle location più suggestive: dalle sue performance sulla piattaforma sul lago di Como (Floating Moving Concert), ai tour sold out in giro per il mondo, fino al video di presentazione del logo dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.

L’APERITIVO ALL’ITALIANA CONQUISTA IL BEL PAESE Secondo uno studio di Sanbittèr, per 6 intervistati su 10 quando si parla di aperitivo si dovrebbe pensare proprio a quello all’italiana, vissuto non solo nel pre- cena ma in diversi momenti della giornata attraverso cibi, bevande e atmosfere, simboli di italianità

L’aperitivo all’italiana è un pezzo di storia d’Italia, ma è anche un “prodotto” da esportazione, sinonimo del bien vivre italiano. Ha resistito alle mode, si è evoluto e ha saputo assimilare le tendenze dell’enogastronomia, senza mai perdere la propria identità. Un’identità conservata anche grazie al fatto che l’aperitivo all’italiana, non è solo un insieme di prodotti da consumare prima del pasto, ma un vero e proprio “mondo” creato dalla tradizione e da elementi nuovi come la socializzazione, la condivisione, l’atmosfera giusta e le proposte ricercate di food, che lo rendono segno distintivo dei bar e dei locali in Italia.


È quanto emerge da uno studio promosso da Sanbittèr condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su un campione di 500 italiani attraverso un monitoraggio dei principali social network, forum, blog e community lifestyle internazionali ed un pool di barman tra i più prestigiosi d’Italia.
Secondo gli italiani i principali valori che contraddistinguono l’aperitivo all’italiana sono condivisione (61%), sia di affetto che di cibo, svago e divertimento (44%) e relax (48%), senza dimenticare amicizia (45%) e socializzazione (52%). Infine, 6 intervistati su 10 (61%) ritengono che quando si parla di aperitivo si dovrebbe pensare proprio a quello all’italiana e infatti, poco meno di un intervistato su 2 (49%) sostiene che sia “una delle tradizioni più amate da tutti noi”.
Ma la tradizione dell’aperitivo ha radici antiche e risale fino al vino aromatizzato, dal sapore amarognolo, che Ippocrate somministrava ai pazienti che mostravano segni di inappetenza. Questo perché ad aprire lo stomaco e stimolare il senso di fame non sono i sapori dolci e amabili, bensì quelli amari e, infatti, molti dei drink pensati oggi per l’aperitivo, tra cui lo stesso Sanbittèr, appartengono alla categoria dei bitter, termine tedesco che significa amaro.


Nato come Bitter Sanpellegrino nel 1961, e ribattezzato successivamente Sanbittèr, è stato il primo aperitivo analcolico italiano ed è diventato, in poco tempo, protagonista indiscusso dell’aperitivo nei bar, entrando nelle abitudini di consumo degli italiani. La componente analcolica e la stessa anima bitter, si sono radicate velocemente nelle nostre tradizioni, diventando un must have dell’aperitivo tipicamente italiano e accompagnando sempre più le proposte di cocktail alcolici.
Fino agli anni ’70, l’aperitivo è stato inteso come bevanda moderatamente alcolica da consumare prima di un pasto che stimolasse, ma non soddisfacesse, l’appetito. Ma è nel decennio successivo che nasce il vero e proprio rito dell’aperitivo: si diffonde la moda di accompagnare le bevute a piccoli frugali stuzzichini (soprattutto olive e salatini). L’abitudine dell’aperitivo, fatto al bar in prossimità dei pasti (pranzo compreso), si è man mano radicato nello stile di vita, diventando qualcosa di davvero tipico in Italia per tutto il ‘900. Ma il Novecento ha anche aperto le porte a influenze internazionali, e così l’aperitivo cambia forma ed eredita da influenze anglosassoni l’usanza dell’Happy Hour. Oggi l’aperitivo viene nuovamente influenzato da diverse tradizioni e diventa una ritualità che assume caratteristiche e atmosfere tipicamente italiane tanto da essere definito aperitivo all’italiana.
Ma in cosa si contraddistingue l’Aperitivo all’italiana rispetto all’Happy Hour oggi?
L’aperitivo nostrano, in cui il drink ha sempre padroneggiato, è legato alla tradizione italiana del buon cibo e del buon vino per cui oggi spesso le bevande vengono abbinate a stuzzichini e appetizer.
Lo stesso momento è vissuto diversamente all’estero, dove viene comunemente chiamato Happy Hour e non prevede proposte di food ma si contraddistingue per la vendita di drink in determinate fasce orarie della giornata, in cui il locale produce meno, per incentivare il consumo. Anche l’aperitivo all’italiana continua a vivere in più momenti della giornata dal mattino alla sera ma non per via di una questione commerciale. L’aperitivo nostrano si consuma tradizionalmente prima dei pasti principali: tra le 11 e le 12 e tra le 18 e le 21 non si rinuncia, infatti, ad una bevanda fresca e qualche stuzzichino che possa stimolare l’appetito. Ma che sia estate o inverno, l’aperitivo nel nostro Paese è spesso vissuto anche alle 15-16 del pomeriggio, con una bevanda analcolica e in una fascia oraria che rappresenta un break dal trantran quotidiano.
In Italia l’aperitivo post lavoro tra le 18 e le 19 è ancora fortemente sentito ma “Happy Hour” rimane una definizione utilizzata principalmente nelle città metropolitane, di cui Milano è l’emblema. Nel resto del Bel Paese, italiani ma anche turisti al bar scelgono sempre più la qualità, il fascino e la tradizione dell’aperitivo Made in Italy.
L’aperitivo all’italiana è diventato uno dei simboli della ricercatezza e del prestigio italiano, riconosciuto e invidiato anche all’estero e dagli stessi turisti, che lo ricercano non solo per il gusto e la compagnia ma anche per l’atmosfera suggestiva che li circonda, che si sposa ai buoni sapori tipicamente italiani.
Per loro, l’aperitivo all’italiana è una tappa immancabile quando visitano il nostro Paese e dai piccoli borghi antichi, dove la frenesia non ha sopraffatto la qualità e il buon vivere, alle grandi metropoli, circondati da piazze incantevoli, monumenti storici e luoghi d’arte, l’aperitivo all’italiana suggerisce atmosfere sempre più suggestive che uniscono la nostra cultura al saper fare italiano.
Ma cosa apprezzano di più gli italiani dell’aperitivo made in Italy?
Da Torino a Palermo, spopola l’atmosfera tranquilla del rito simbolo dell’Italian style, fatto di specialità regionali (68%) da degustare in relax, senza orari (74%) e immersi in un’atmosfera glamour (45%) e senza i fumi dell’alcool. Oggi, infatti, l’aperitivo all’italiana si contraddistingue per un consumo di soli drink a bassa o inesistente gradazione alcolica. Ecco allora che la bevuta viene leggermente ‘corretta’ o ci si affida a bitter e aperitivi analcolici ready to drink, come lo stesso Sanbittèr.
“L’aperitivo sta diventando più ricercato, non solo nelle proposte di food ma anche negli stessi cocktail, che devono essere in grado di conciliare salute, leggerezza, gusto e tradizioni. Oggi tutto questo è possibile grazie ai Cocktail Low e No Alcol, una vera e propria tendenza nel mondo del bere miscelato” afferma il celebre mixologist expert Mattia Pastori. “trovare il giusto bilanciamento e armonia in questa tipologia di drink può risultare talvolta più complesso ma il risultato sono cocktail sobri che regalano ugualmente esperienze appaganti e gustose”.
Ma a diventare più ricercati non sono solamente i cocktail ma anche gli appetizer proposti per l’aperitivo. Ciò che non può mancare in un vero Aperitivo all’Italiana sono infatti finger food di qualità che accompagnano la bevuta e che sono un vero e proprio must in Italia. Ogni paese ha le proprie proposte, dalle pizzette, arancini e fritti al sud ai tramezzini e focacce al nord. Ma l’Aperitivo all’Italiana, pur mantenendo la sua essenza, evolve anche in diverse forme: nasce così l’Aperilight, ovvero l’aperitivo che coniuga il momento del drink con colleghi e amici con la leggerezza e il gusto delle verdure e ortaggi; ma questa ritualità diventa spesso anche etnica e nascono così nuove contaminazioni che utilizzano ad esempio alghe o frutti tropicali e molti altri ingredienti che sposano le tradizioni italiane e regionali.
L’aperitivo all’italiana è dunque una ritualità che nasce dal mondo dei bar, delle piazze italiane, che si vive durante più momenti della giornata e che mette insieme elementi come l’incontro e la socialità, il trend dell’analcolico o del poco alcolico, il food pairing di qualità, che cambia in base alla regione in cui viene preparato, e le mille emozioni che si vivono. Tutti elementi che fanno parte da sempre della storia e della tradizione di Sanbittèr, in grado di riaccendere il momento dell’aperitivo grazie a tutti i colori delle sue referenze.

MALTEMPO: COLDIRETTI ER, UN MORTO A PIACENZA, MILIONI DI DANNI

Devastante l’impatto dell’ondata di maltempo che ha investito il nord over dell’Emilia-Romagna nel tardo pomeriggio di lunedì 4 luglio. Il bilancio peggiore nel piacentino, colpito da una tromba d’aria e da una bomba d’acqua e dove un allevatore, Giorgio Minardi, 54 anni, ha perso la vita sotto le macerie della parete della sua stalla abbattuta dal maltempo, a Besenzone.
Sono ingenti i danni alle colture, in particolare a mais e pomodoro nella bassa piacentina, con piante sradicate dal forte vento. Si segnalano danni anche alla frutta. I comuni più colpiti sono San Giorgio, Podenzano, Calendasco, Rivergaro, Villanova, Besenzone e Cortemaggiore. Danni anche alle coltivazioni in serra e alle strutture, con tetti scoperchiati, alberi caduti, serre sradicate. In Val Tidone il forte vento ha colpito i vigneti, gli effetti sono da valutare. Il maltempo ha interessato tutta la provincia, ma i danni – la cui stima è ancora in corso – si sono concentrati soprattutto nei comuni di pianura e prima collina.

Modena incendio

Incendio nel modenese dove hanno preso fuoco circa 200 rotoballe colpite da un fulmine, mentre in provincia di Parma si segnalano l’allettamento di alcuni campi di mais e la caduta di alberi.

La pioggia – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti.

Siamo di fronte in Italia – sostiene Coldiretti regionale – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Il risultato – conclude Coldiretti Emilia Romagna – è un conto per l’agricoltura di 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture.